STUFATO DI CONIGLIO

Mi succede, mentre leggo un bel libro, di rimanere li, con le parole sotto il naso a sperare di essere trascinata in quel tempo e in quel luogo che tanto mi sta travolgendo. Mi affido completamente all’autore, ai suoi personaggi, a quel feeling muto con i protagonisti che mi tiene salda alla poltrona.

Mai avrei pensato che questa alchimia mi si potesse stabilire leggendo un libro di cucina. Anzi, un momento, volendo specificare, questo una semplice raccolta di ricette proprio non è, piuttosto è lo scandire di una tradizione, è come Lui vedeva e viveva l’avvento di una cucina “nuova”, o meglio di una cucina che ritornava a vivere; è la riscoperta di una terra, è La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene di Pellegrino Artusi”

Giunta al termine della mia lettura ho sentito il bisogno di ispirarmi a Lui in qualche modo e di consacrare tra il ricordo delle sue pagine, le mie passioni: parole, cucina e fotografia. Così dalla poltrona ai fornelli il passo è stato breve e, con quello che mi offriva la mia dispensa, ho cercato di adattare una Sua ricetta a quelle che sono le mie abitudini, ma soprattutto i miei tempi.

I più nostalgici spero mi perdoneranno, il mio desiderio è stato quello di alleggerire il cilindro e di trasformare una lepre in un coniglio.

Stufato di lepre – Ricetta n° 284 tratta da: “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi

Vi descriverò più avanti il pasticcio di lepre, e vi dirò anche come questa si cuoce arrosto; aggiungo ora che per farla dolce-forte potete servirvi della ricetta del cignale n. 285, e che si può mettere in istufato nella seguente maniera: Prendiamo, per esempio, la metà di una lepre, e dopo averla spezzettata tritate fine un battuto con una cipolla di mediocre grandezza, due spicchi d’aglio, un pezzo di sedano lungo un palmo e diverse foglie di ramerino. Mettetelo al fuoco con un pezzetto di burro, due cucchiaiate d’olio e quattro o cinque strisce di prosciutto larghe un dito. Quando avrà soffritto per cinque minuti, gettateci la lepre e conditela con sale, pepe e spezie. Rosolata che sia, bagnatela con mezzo bicchiere di vino bianco o marsala, poi buttateci un pugnello di funghi freschi, o secchi rammolliti, e tiratela a cottura con brodo e sugo di pomodoro o conserva; ma prima di servirla, assaggiatela per aggiungere un altro poco di burro, se occorre. 

STUFATO DI CONIGLIO
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Ingredients
  1. 1\2 coniglio
  2. 150 g di funghi champignon
  3. 4 strisce di prosciutto crudo tagliato un po' spesso
  4. 3 cucchiai di passata di pomodoro
  5. 2 rametti di rosmarino
  6. 2 spicchi d'aglio
  7. 1 cipolla
  8. 1 costa di sedano
  9. 1\2 bicchiere di vino bianco
  10. olio extravergine d'oliva
  11. sale
  12. pepe
Instructions
  1. Mettete a fuoco basso una casseruola con un fondo d'olio e fate soffriggere la cipolla, il sedano e l'aglio tritati.
  2. Aggiungete, il prosciutto, il rosmarino, il coniglio tagliato a pezzi, salate, pepate e fate rosolare per qualche minuto.
  3. Sfumate con il vino bianco poi aggiungete i funghi freschi tagliati a fettine e la passata di pomodoro.
  4. Cuocete per 20/30 minuti, aggiustate di sale se necessario, poi spegnete il fuoco, coprite la carne con un coperchio e fatela riposare per 10 minuti, questo servirà a terminare la cottura con il proprio calore mantenendo il coniglio morbido.
Adapted from Eleonora Righetti
Adapted from Eleonora Righetti
E il Basilico https://www.eilbasilico.it/
Con questa ricetta partecipo al contest #pagineaifornellicontest di Betulla – Cucina, letture e altri nutriMenti.

 

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3 Comments

  1. 19 dicembre 2017 / 9:12

    anche a me piace perdermi tra le pagine dei libri di cucina! tu sei riuscita a trasmettere con le tue foto l’atmosfera rustica e antica delle ricette dell’artusi. in più hai cucinato un ingrediente – il coniglio – che io adoro. e mi fa tristezza vedere come nelle nostre generazioni spesso sia messo al bando. mi piace moltissimo questa ricetta d’altri tempi! ne farò tesoro!
    un abbraccio!

    • 20 dicembre 2017 / 15:25

      grazie Tiziana, hai colto proprio tutti i punti che volevo trasmettere. Grazie della visita, un grande abbraccio

  2. Betulla
    19 dicembre 2017 / 14:50

    Grazie di cuore per questa bellissima ricetta, e per le tue foto, che secondo me hanno reso magnificamente le parole del mitico Pellegrino e l’atmosfera, casalinga e sontuosa insieme, di tutto il libro! Grazie davvero

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